I ladri sono conosciuti per essere scaltri. Come rivela il recente Websense 2010 Threat Report i ladri di dati digitali stanno diventando sempre più creativi, sviluppando combinazioni di phishing, messaggi vocali sui social network, e infettando siti web al fine di creare elaborate trappole per il rastrellamento di informazioni personali.
I risultati della ricerca sono stati ottenuti analizzando i dati della rete ThreatSeeker di Websense, la quale secondo l’azienda è in grado di analizzare 40 milioni di siti all’ora alla ricerca di codice maligno — oltre ai 10 milioni di emails dal contenuto indesiderato. Le conclusioni del report indicano che “i cybercriminali e i loro attacchi stanno trovando terreno fertile nei buchi di sicuretta lasciati da tecnologie datate come vecchi firewall, antivirus, e semplici filtri web.”
Ecco alcune delle statistiche chiave che emergono dall’indagine:
111.4% di incremento nel numero di siti web maligni dal 2009 al 2010
79.9% dei siti contenenti codice maligno sono siti legittimi che sono stati compromessi
52% degli attacchi volti a rubare dati sono condotti attraverso il web
89.9% di tutte le email non desiderate in circolazione contenevano link a siti di spam o con codice maligno
Stati Uniti e Cina continuano ad essere le due maggiori nazioni ospitanti codice maligno e che hanno subito furti di dati nel 2010. Tra i primi 5 paesi compare anche un piccolo stato come l’Olanda.
23% delle ricerche per intrattenimento portano a link maligni
40% di tutti gli aggiornamenti di stato su Facebook contengono link, di questi il 10% sono spam o codice maligno
Le ultime tendenze che emergono dal report includono il crimine spinto da motivazioni politiche e finti siti di news volti a generare click pagati dai servizi di pubblicità online.
E’ un Internet un pò paurosa quella che si vede la fuori, ma le opportunità dei criminali possono diventare spazi di manovra per società di consulenza e fornitori di servizi di sicurezza per portare maggiore sicurezza agli utenti della rete.
Il report si conclude con una “chiamata alle armi”. Le aziende spesso effettuano operazioni e scelte fondandosi unicamente su esigenze di business. Sta ai professionisti dell’IT come noi e voi portare una “ventata di rinnovata sicurezza” a queste aziende.