cloudonomics?!?

Ovvero, l’economia del cloud computing.
Vi segnaliamo questo articolo di James Urquhart, pubblicato su cnet.com, in cui l’autore analizza alcuni studi di Joe Weinman, vice president of corporate strategy di AT&T, circa i calcoli economici che le aziende dovrebbero fare per valutare l’adozione del cloud computing, e di come in realtà alcuni comportamenti “irrazionali” portino molte aziende ad evitare il cloud computing, di qualsiasi forma, non perchè sia penalizzante o insicuro, ma perchè i comportamenti umani influenzano le scelte razionali.

Due insegnamenti risultano preminenti dalla lettura:

1. Dai calcoli proposti si evince come a volte la soluzione ottimale comprenda una parte, per quanto piccola, di sistemi che le aziende dovrebbero mantenere su sistemi dedicati.

2.Un vulcaniano di Star Trek, privo di emozioni, sceglierebbe il cloud computing senza pensarci due volte :-)

Share

La sicurezza del cloud e la legge

Il cloud computing è economicamente troppo conveniente per non diventare il nuovo paradigma informatico del futuro. Gli attuali problemi di sicurezza e legali verranno per questo sicuramente affrontati e risolti.

Un analista Gartner ha espresso poco tempo fa un concetto che potremmo riassumere così:

“la virtualizzazione, e ancor più il cloud computing, ha modificato radicalmente la sicurezza informatica. Quelle società che non hanno appreso i nuovi paradigmi di sicurezza, farebbero pertanto bene ad affidarsi a dei fornitori esterni piuttosto che avventurarsi da sole in territori che non comprendono”.

Taceremo il nome dell’analista per rispetto, perchè un ragionamento così generalizzato e definitivo risulta vacuo, fuorviante e praticamente inutile. Esistono così tante variabili e aspetti da considerare!

In particolare, un elemento è al di fuori del controllo sia del cliente che del fornitore di servizi cloud: la legge.
Alcune leggi influenzano la gestione dei dati e i loro flussi, dove essi devono risiedere, sanzioni per il non rispetto di alcuni standard. La legge europea sul data privacy è un esempio, così come il U.K. Data Protection Act del 1998 e altre.

Se una legge sancisce che i dati finanziari del vostro Paese devono rimanere sul suolo nazionale, come fate a garantire questo vincolo affidandovi a un fornitorie di cloud storage? Le varie certificazioni presenti presso i cloud provider sono quasi sempre la SAS70 e la ISO27001, ma questo in sè non indica il rispetto di una determinata legge.

Un secondo elemento è il perenne ritardo delle leggi nei confronti della tecnologia: scambiare un hyperlink per l’effettivo articolo che li linka, ritenere che chiudere un sito basti a censurarlo senza pensare che è possibile mirrorarlo in pochi minuti (wikileaks docet), sono tutti segnali che spesso i legislatori, se non in mala fede, sono per lo meno dei completi ignoranti in materia. Poterli educare in modo da avere come “return-on-investment” leggi migliori, più chiare da interpretare e applicare, e soprattutto non in contrasto con l’evoluzione tecnologica e il buon senso, sarebbe già un ottimo passo.

Share

I Big Players del Cloud Computing e i consulenti IT

Tramite il cloud computing, i “grossi calibri” del Cloud Computing stanno aggredendo il mercato delle piccole e medie imprese, con un messaggio molto semplice, che potrebbe ipoteticamente suonare così:

“Collegati al nostro portale, crea il tuo account, registra la tua carta di credito, e usa a consumo tutti i servizi che ti servono”

In questo messaggio, dove sta il consulente informatico? Da nessuna parte. Il messaggio latente è che i servizi cloud sono così semplici e veloci da configurare e usare, che può instaurarsi un filo diretto tra il provider e l’utilizzatore.

Per i consulenti è giunta la fine?

Assolutamente no.

O meglio, è giunto il momento per i consulenti di diventarlo veramente, e smettere i panni del piazzista di hardware e software.

In un periodo in cui tutto è a portata di browser, in cui il cliente può istruirsi, confrontare offerte, confutare proposte ingannevoli, il consulente assume un ruolo ancora maggiore nel momento in cui è in grado di offrire un valore aggiunto percepibile.
E’ inutile “nascondere” l’esistenza di servizi come Google Apps, Office 365 o Amazon Web Services ai clienti, quando basta una ricerca di pochi minuti per avere davanti agli occhi interi siti, demo e video descrittivi su Youtube che spiegano nei minimi dettagli cosa sono e come si usano. Continuare a trattare il cliente col vecchio metodo “ti offro il nuovo modello di server/software -> firmi il preventivo -> installo e fatturo -> ci vediamo alla prossima release” può funzionare magari ancora per anni, ma prima o poi il cliente, scoperto il “nuovo mondo”, ci chiederà conto di tutti i soldi che gli abbiamo chiesto per sistemi tecnologicamente vecchi, e se non sapremo dare una risposta convincente, potrebbe essere l’ultimo colloquio tra noi e lui.

Quale strategia?

Il consulente, se qualificato e all’avanguadia, sarà SEMPRE l’intermediario preferito tra il cliente e il fornitore, sia che esso sia il vecchio produttore di server o il giovane cloud provider. Dopo tutto, il cliente vorrà continuare a stampare oggetti in plastica, effettuare consulenze legali, trasportare pacchi coi suoi camion, coltivare e allevare. In una frase, concentrarsi sul proprio core business.
Chi gli farà perdere tempo a documentarsi in prima persona, a risolvere i problemi dei propri sistemi, a ragionare su offerte di cui non capisce il vantaggio, avrà perso la partita.
Chi gli mostrerà per primo e senza pregiudizi i vantaggi che le tecnologie di ultima generazione gli possono portare (oggi c’è il Cloud Computing, ma già domani potrebbe essere altro), sarà sempre ben visto, e contattato per primo per ogni evenienza.

Tra due possibili telefonate che potremo ricevere in futuro:

“Ciao, ho letto su una rivista di questa tecnologia che promette grandi risparmi e porta molti vantaggi, perchè non me ne hai mai parlato prima? Mi hai fatto cambiare i server giusto un anno fa spendendo non poco…”

“Ciao, ho letto su una rivista di questa tecnologia che promette grandi risparmi e porta molti vantaggi, ne parlano tutti tantissimo, pensare che tu a noi l’hai fatta utilizzare già alcuni anni fa…”

quale vorreste ricevere?

Share

CLOUD COMPeTING

Come evolve il business nell’era del Cloud Computing

Venerdì 27 Gennaio 2011
Manno, Centro Galleria 2
Sala Primavera
Orario: 16.30-19.00

Organizzato da ated – ICT Ticino in collaborazione con SayIT SA.

Per maggiori informazioni, visitate http://www.cloudcompeting.ch/

Il Cloud Computing è una moda o una soluzione ai problemi reali delle aziende? Il Cloud Computing serve solo alle grandi aziende o è adatto anche alla piccola e media impresa? Quanto costa veramente il Cloud Computing? Che garanzie offre il Cloud Computing in merito all’affidabilità del servizio e alla riservatezza dei miei dati nel Cloud?

Alcuni esperti del settore condivideranno con noi le loro esperienze e cercheranno di rispondere a queste domande, oltre a tutte le domande che il pubblico in sala vorrà porre.

Share