In azienda le ciofeche costano carissime

Giro per le aziende insubriche e vedo gente capace, preparata e volenterosa, a cui vengono affidati compiti gravosi e importanti, che lavora ancora con PC di modernariato e software anziano.

“Lavora” è un eufemismo: in realtà dovrei dire “lotta, fatica, si dispera e si abbronza alla luce della clessidra”.

Faccio i conti della serva: metti che quel collaboratore costi almeno 50.000 €/anno, e che con meno di 2.000 € di hw/sw nuovo la sua produttività aumenti del 10% (e il suo stress diminuisca del 75%).

Penso quindi che queste aziende non sappiano far di conto, e che non dureranno a lungo.

(Più è grande l’azienda, più è grave è il problema)

(E non tocchiamo l’argomento “amministrazione pubblica”)

Comitato per la reintroduzione delle ordinate

Orrore: in meno di 24 ore mi sono passati in bacheca due grafici privi dell’asse delle y. Il primo del Post:

Il secondo di Oilproject (Marco per lo meno si scusa):

L’omissione dell’asse delle Y non è un errore, ma piuttosto un deliberato tentativo di nascondere la realtà. Sicuramente Il Post e Oilproject avranno i loro buoni motivi, che però mi addolorano e mi provocano cupa tristezza. Che direbbe Edward Tufte? Eh?

Le trendline sono invece perfettamente ammissibili senza ordinate, ed anzi chiarificatrici, se vengono mostrate assieme ai numeri, come in questo virtuoso esempio di sparklines con Excel 2016:

 

Il terremoto del 24 agosto 2016 non è ancora finito

Fino al 24 agosto 2016 in Italia c’erano da 20 a 60 eventi sismici al giorno. Da quel giorno in poi 10 volte di più, e non è ancora finita.

Qui sotto la geolocalizzazione con Excel degli ultimi 4 mesi dell’anno, riassunti in 3 minuti:

In Italia ci sono circa 12.000 terremoti l’anno

Da inizio 2016 a oggi, in Italia ci sono stati quasi 8.000 terremoti, la maggior parte compresi tra magnitudo 1 e 2:

terremoti_magnitudo

Ogni giorno si registrano più o meno da 20 a 40 scosse, con alcune punte superiori a 60 scosse:

terremoti_giorno

Perugia, Macerata e Rieti sono le località più attive sismicamente. Queste sono le prime 20, con numero di eventi, magnitudo media e magnitudo massima nel 2016:

terremoti_città

Se escludiamo gli eventi di scala inferiore a 3, che di solito non vengono avvertiti dalla popolazione, Rieti e Perugia rimangono ai primi posti ma salgono in classifica le zone del Sud Italia, dove gli eventi sono meno frequenti ma più forti:

terremoti_forti

Per finire, questa è la distribuzione geografica dei terremoti in Italia. Ho incluso solo quelli di scala maggiore o uguale a 2, altrimenti la heat-map avrebbe tappezzato l’intero territorio e non sarebbe stata molto informativa:

terremoti_heat

Come sempre, il file di Excel (Terremoti vicino casa.xlsx) è disponibile su Dropbox.